Nicolò Filippucci
presenta il nuovo album "Un posto dove andare"
Oggi, 22 aprile 2026, lo studio di Collettivo Zeta si
è illuminato con il ritorno di un "amico di famiglia": Nicolò
Filippucci. Insieme a Niccolò Giustini e Lucrezia Bernardo,
il giovane artista ha raccontato le emozioni di un periodo incredibile, segnato
dal successo del suo recente concerto a Milano e dall'uscita del nuovo album, "Un
posto dove andare".Nicolò ha esordito ricordando l'energia travolgente del live
milanese: "Sarei rimasto sul palco altre sei ore", ha ammesso,
confessando di aver vissuto quella tipica nostalgia che colpisce gli artisti
quando si spengono le luci. Ha descritto il legame unico con il pubblico come
il momento in cui si mette più a nudo, preferendo l'emozione imprevedibile
degli sguardi in platea alla fredda perfezione della telecamera televisiva.Il cuore della chiacchierata è stato il nuovo progetto
discografico. Nicolò ha spiegato che il titolo non si riferisce a una meta
fisica, ma a una ricerca d'identità. L'album è un mix di contaminazioni
pop e sperimentazione, che riflette le sue riflessioni notturne (spesso
accompagnate da lunghi viaggi mentali fino alle 4:30 del mattino!). Dalla
versione orchestrale di "Laguna", che richiama l'emozione
della vittoria a Sanremo, al singolo "Tutte le ragazze vogliono canzoni
d'amore", Nicolò gioca con gli stereotipi con estrema raffinatezza.
Non sono mancati momenti divertenti: dalla paura delle
meduse in mare (nonostante i dieci anni di pallanuoto!) alla sua passione
sfrenata per il mondo Ferrari e per Michael Jackson. Nicolò ha
raccontato con entusiasmo i regali ricevuti dai fan durante gli in-store,
confermando quel rapporto speciale e autentico che lo rende uno degli artisti
più amati della Generazione Zeta.