Ustica, Pride, Chiesa e Stato
In questa puntata de “L’opinione di Davide Giacalone” ripercorriamo il 46º anniversario della strage di Ustica, a partire dalle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla scelta del governo di opporsi all’archiviazione dell’inchiesta, per riflettere sui limiti della giustizia nel restituire una verità storica completa a quasi mezzo secolo dai fatti. Giacalone spiega perché, dopo decenni di indagini inconcludenti, il compito di ricostruire ciò che è accaduto spetta sempre più agli storici, mentre i procedimenti penali e le commissioni parlamentari si rivelano strumenti insufficienti a colmare le attese di verità dei cittadini.La conversazione si sposta poi sulle manifestazioni del Pride in tutta Italia, tra il ricordo di Mirko e la denuncia di omo-transfobia, per interrogarsi sul ruolo delle leggi: possono punire il male, talvolta cambiare i costumi, ma non cancellare l’odio, come dimostra il caso del ragazzo ucciso dal padre perché gay. A fare da contraltare, l’immagine di due sindaci di destra uniti civilmente, simbolo di come i diritti conquistati siano disponibili a tutti, anche a chi politicamente si era opposto a quelle stesse leggi e continua a invocare una presunta “famiglia tradizionale”.In chiusura, Giacalone affronta le tensioni interne alla Chiesa cattolica al termine del concistoro straordinario indetto da Papa Leone, con lo spettro dello scisma lefebvriano, le messe in latino, le consacrazioni in Svizzera e la minaccia di scomunica per i tradizionalisti che sfidano apertamente il pontefice.