Giustizia nel bosco
Davide Giacalone apre la rassegna criticando il “processo mediatico” sul caso dei bambini della “casa nel bosco”: l’informazione spettacolarizza pochi casi, mentre nei tribunali migliaia di famiglie vivono traumi simili senza clamore. Ricorda che il giudice deve interpretare fatti e legge, restare indifferente al consenso e all’opinione pubblica, ma allo stesso tempo essere valutato sul suo lavoro (come in Germania), mentre in Italia giudici giudicano i giudici via correnti e CSM; al legislatore spetta cambiare leggi mal scritte, non sindacare sulle sentenze. Sul caro-benzina, spiega le “accise mobili”: misura temporanea per attenuare rincari esterni riducendo accise (metà del prezzo è fisco), poi riassorbiti quando il mercato scende; invita a dire chiaramente se le entrate restano invariate (quindi si alzano altre tasse) o se si taglia davvero spesa pubblica. Denuncia il paniere energetico sbilanciato sugli idrocarburi dopo l’addio emotivo al nucleare: l’Italia compra energia nucleare da Francia e Slovenia ma non produce in casa. Infine, sull’escalation Iran-USA-Israele, ricorda la composizione etnica e la forte base interna del regime: bombardare non basta se non è chiaro l’obiettivo politico finale; per Israele è bloccare il nucleare iraniano, per gli USA la strategia è meno definita.