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Maurizio de Giovanni: volavamo spinti dal vento, per andare a vedere giocare Diego

Il nostro editorialista, Davide Giacalone, ha naturalmente cominciato il suo consueto appuntamento in rassegna stampa dall’addio a Diego Armando Maradona. Del resto, questa mattina le prime pagine di tutti i quotidiani, in tutto il mondo, sono monopolizzati dall’ultimo saluto al più grande calciatore di ogni epoca. Davide Giacalone, però, ha criticato il conformismo e l’uniformità dei giudizi e dei commenti che si possono leggere oggi, ricordando anche le tante ombre dell’uomo. Innanzitutto, l’aver messo a repentaglio la propria vita attraverso la scellerata via della droga e dell’alcol. Poi, l’aver appoggiato pubblicamente i peggiori Caudilli della recente storia sudamericana e non solo. A cominciare dal dittatore cubano Fidel castro... Giusto ricordare anche questo aspetto, sottolinea Davide Giacalone, per non scadere nella sola retorica. Parlando, invece, del progetto francese, che chiama a raccolta Italia e Germania, per un forte impegno nella formazione tecnologica, Giacalone sottolinea la bontà dell’idea partita dal ministro degli esteri di Parigi. Solo attraverso la formazione continua, il digitale, possiamo garantire un futuro alle giovani generazioni.in particolare al loro talento. Conclusione con Davide Giacalone, affidata alla vicenda processuale Telecom. Ieri, è arrivata la sentenza definitiva di assoluzione di Marco Tronchetti Provera, Giacalone ha ricordato come ci siano voluti 16 anni e la volontà di Tronchetti Provera di rinunciare alla prescrizione, pur di ottenere soddisfazione in tribunale. Questo, però, perché si è potuto permettere anni di parcelle di avvocati, come certo non avrebbe mai potuto un comune cittadino. Il contribuente, da parte sua, ha invece continuato a pagare per le spese di un processo approdato a nulla. Con Don Davide Banzato abbiamo ricordato la campagna solidale, in favore di nuovi orizzonti, che parte oggi e continuerà sino al 6 dicembre. L’obiettivo è aiutare i ragazzi in difficoltà, grazie all’attività dell’associazione che ormai ha raggiunto i trent’anni di vita. Per dare una mano, si può inviare un SMS o chiamare da telefono fisso il 45598. L’addio a Diego Armando Maradona, con il Sindaco Di Napoli, Luigi De Magistris. I ricordi dell’allora ragazzo, che seppe dell’arrivo a Napoli del più forte calciatore di tutti tempi, in campeggio con gli amici, la presentazione allo stadio San Paolo davanti a 80.000 persone, una storia di incredibile riscatto attraverso e grazie ad un pallone. Uno dei tanti segreti, secondo De Magistris, dell’amore incondizionato di Napoli per Maradona è l’aver donato con sincerità, senza chiedere nulla in cambio. Unire senza litigare, ha aggiunto. Lo stadio San Paolo di Napoli presto si chiamerà Stadio Diego Armando Maradona e il sindaco ha espresso l’auspicio che il cambio di nome possa coincidere con il ritorno del pubblico negli stadi. ‘Sarebbe proprio bello’, ha concluso. Poi, lo scrittore Maurizio De Giovanni, che ha scritto uno straordinario ricordo di getto di Diego, per il Corriere Della Sera all’arrivo della notizia. Maurizio De Giovanni ha sottolineato come una cosa sia il dolore degli appassionati di tutto il mondo per la scomparsa di Diego, altro sarà sempre il dolore di Napoli. Perché Diego, ha sottolineato De Giovanni, è una parte di Napoli. Se non si comprende questo, è impossibile capire come Maradona sia diventato il patrono laico di un’intera comunità. Maurizio De Giovanni si è anche abbandonato ai ricordi di lui ragazzo, che correva lungo le ripide scale dello stadio San Paolo, per raggiungere il secondo anello. ‘Volavamo come spinti dal vento, perché ci aspettava Diego’. Ospite di Non Stop News anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Giudizio molto duro sulle decisioni di politica economica del governo, su cui il centrodestra si è spaccato fra l’ala possibilista di Forza Italia e quella rigida di Lega e fratelli d’Italia. La frattura sembrerebbe essersi ricomposto, ma Giorgia Meloni ha espresso e motivato la sua critica ad un ulteriore scostamento di bilancio, sottolineando come in questo modo si contrarrebbero ulteriori debiti che poi andrebbero a gravare sui nostri figli. Una scelta da prendere con estrema attenzione, nel momento - ha aggiunto  - dobbiamo evitare che molte attività commerciali non riaprano mai più. Questa è un’emergenza di cui dovremmo occuparci immediatamente, così come il presidente del consiglio dovrebbe smetterla di occuparsi della nostra vita privata. In vista del Natale, ha ricordato la Meloni, è comprensibile varare delle regole stringenti, ma Giuseppe Conte non deve occuparsi di come passeremo le feste o come pregheremo. Altro ricordo di Diego Armando Maradona, affidato a Matteo Dotto di Sport Mediaset, uno dei più grandi esperti in Italia di calcio argentino e Argentina in generale. Diego, per il popolo argentino, ha sottolineato Matteo Dotto, era semplicemente un Dio. Inutile spingersi oltre o cercare altre definizioni. Per gli argentini non c’è alcuna distinzione fra l’uomo e il campione, lo hanno amato senza alcun condizionamento e senza alcuna vergogna. In molti, soprattutto chi ha avuto il privilegio di vederlo in quegli anni ruggenti, sostengono peraltro che il mondo non abbia visto il miglior Maradona. Il Diego assolutamente inarrivabile, fu quello dell’Argentinos Junior, la sua prima squadra professionistica, prima di spiccare il volo. Matteo Dotto ha ricordato la leggendaria partita con il Boca, quando il portiere Gatti lo provocò dandogli del pallone gonfiato. Finì con Diego che gliene fece quattro. Ultimo ospite, Ferruccio de Bortoli, autore di Le cose che non ci diciamo (fino in fondo). Secondo Ferruccio de Bortoli, l’Italia ha preso l’abitudine di non raccontarsi la verità, a tutti livelli. Sicuramente il governo, ma non solo. Anche l’opinione pubblica, è il ragionamento di Ferruccio de Bortoli, fa di tutto per credere nelle teorie più tranquillizzanti e meno responsabilizzanti. Esempio che ha voluto fare Ferruccio de Bortoli: il Recovery Fund, che non può essere considerato una specie di salvadanaio da rompere per tutte le occasioni. Il Recovery Fund, ha esclamato l’ex direttore del Corriere Della Sera deve essere usato esclusivamente per le giovani generazioni. C’è un problema di classe dirigente, su questo non c’è alcun dubbio, ha aggiunto, ma anche un grave problema di pubblica opinione. All’interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco e Fulvio Giuliani.